Accordo Sviluppo Territoriale: Fials – Confsal

Fials - Confsal: senza investimenti sul personale e sulla sanità di prossimità, ogni progetto resta solo un'idea.

È stato l’occasione per fare il punto sullo stato di avanzamento dell’Accordo quadro per lo sviluppo territoriale incontro chiesto dai sindacati confederali con l’assessora regionale Elena Lucchini che si è svolto giovedi nella sede di Pavia della Regione, al quale ha partecipato anche la Fials-Confsal.

All’incontro è stato invitato dalla stessa Lucchini, che è la coordinatrice dell’Accordo, anche Roberto Gentile, segretario regionale del sindacato Fials-Confsal, che si è concentrato sul tema socio sanitario, con la richiesta di investimenti strutturati sulla sanità di prossimità, potenziando le Case di comunità, gli Ospedali di comunità e i servizi domiciliari, «garantendo che non restino solo sulla carta ma vengano resi operativi con risorse, personale e infrastrutture adeguate». Un punto, questo investire sugli organici, stabilire dove erogare le prestazioni, rafforzare sanità di prossimità e telemedicina sul quale avevano già insistito gli stessi sindacati confederali.

Altro tema per la Fials – Confsal è la necessità di mappare i bisogni di salute del territorio per pianificare gli interventi dove più servono, e poi un piano straordinario per il personale sanitario e socio -sanitario: «Il rafforzamento della sanità territoriale senza un incremento stabile del personale rischia di essere inefficace». di qui la richiesta di assunzioni stabili per infermieri, Oss, tecnici sanitari, assistenti sociali e figure sociosanitarie e piani di formazione continua e di azioni di welfare aziendale e di prevenzione del bur-nout.

Sotto l’aspetto dell’iter dell’Accordo quadro, tanto i confederali quanto Confsal ritengono necessari momenti di confronto con i sindacati. Gentile ha poi sollevato anche la questione delle risorse da destinare all’attuazione delle dell’Accordo quadro (la delibera della giunta regionale precisa che queste verranno «valutate e approvate successivamente, dopo la definizione dell’elenco di progetti»), così come l’esigenza di un cronoprogramma chiaro «per evitare i ritardi che hanno caratterizzato precedenti Accordi quadro di sviluppo territoriale». —

Fonte: La Provincia Pavese.